Clean up San Giuseppe Moscati a Serino

Il nostro gruppo di Serino di nuovo in azione.
📣 Vi lasciamo le loro parole
Elena Russo

Clean up San Giuseppe Moscati a Serino

Non serve avere superpoteri per essere straordinari

 Una piccola squadra della sezione di Avellino di Voglio un Mondo Pulito, ieri 3 settembre, ha ripulito la zona di Serino intorno alla Cappella di San Giuseppe Moscati.

Un luogo particolarmente caro alla cittadinanza di Serino, uno dei tanti che non viene purtroppo valorizzato come si dovrebbe.

 

Chi era San Giuseppe Moscati

San Giuseppe Moscati

Nel 1987 fu definito il “medico dei poveri”, per tutta la sua vita fu un uomo controcorrente e mise a disposizione dei più bisognosi la sua scienza. Il Moscati fu anche un medico progressista, essendo stato uno tra i primi ad aver utilizzato l’insulina per la cura del diabete in Italia.

Non serve avere superpoteri per essere straordinari

 

Tralasciando l’aspetto puramente religioso, uomini come Giuseppe Moscati, a Serino, restano nella memoria collettiva per il coraggio di attuare quei piccoli atti di ribellione che mostrano vie alternative. La cosa straordinaria è che di persone come il Moscati ce ne sono tante, in tutti i campi, nella vita di tutti i giorni, nel presente e nel passato. Non serve avere superpoteri per essere straordinari, credo basti guardarsi intorno, non voltarsi dall’altra parte e davanti alle necessità domandarsi: ”Cosa posso fare io?”.
Una comunità è forte quando ognuno mette a disposizione per il bene e la crescita collettiva, il proprio potenziale. Una comunità è forte quando si è capaci di guardare oltre il proprio orticino, perché non potrai mai produrre una buona insalata nel tuo curatissimo orto se il tuo pianeta è sempre più arido.
Viviamo in società sempre più frenetiche e consumiste, credo manchi ormai l’idea di fondo del collettivo. Manca l’idea della Natura e del fragile equilibrio con cui ogni cosa è stata costruita per incastrarsi perfettamente in quel concetto che chiamiamo Vita.

Una Breve riflessione

Molte persone dicono che è inutile ciò che facciamo, perché non possiamo pulire il mondo intero. Io credo che il bene sia contagioso e che le azioni positive ispirino altri a compierne. Inoltre in un’ottica prettamente egoista a me fa star bene starmene con la schiena china a raccogliere rifiuti. Certo, mi fa anche molto arrabbiare, allo stesso tempo però, mi riconnette con l’istinto primordiale di cura per questo pianeta.


Ossigeno, acqua, terra, energia, piante, metalli, animali da quel che sappiamo, non esiste un pianeta così nell’arco di miliardi di anni luce. Da quel sappiamo gran parte di questo pianeta è ormai compromesso e mentre scrivo, il timer continua a girare troppo velocemente verso un punto di non ritorno. Se non facciamo qualcosa ora, sarà poi davvero troppo tardi: la Vita per come la conosciamo oggi, sarà insostenibile.
I rifiuti raccolti ieri intorno alla cappella di San Giuseppe Moscati a Serino, appartengono ad una Vita che ad oggi rappresenta la normalità, ma che ai ritmi attuali, diventerà sempre più una rarità. Momenti felici, pic – nic all’aperto, gite in montagna tra grandi e piccini.

C’erano piatti e bicchieri monouso, bottiglie di vetro e di plastica, vasellami in alluminio, cicche di sigaretta, pannolini, salviettine, resti di succhi e buste di merendine. È molto semplice ricostruire la breve vita di quei rifiuti. Immagino comitive di amici fermarsi al supermercato di domenica mattina e riempirsi il carrello di birre e panini con salumi, mamme preparare paste fredde e thermos di caffè, papà caricare auto di sdraio e tavolini incellofanati l’anno prima, bambini rincorrersi e giocare liberamente nel verde, immagino risate fragorose accentuate dall’odore di vino, immagino nonni coricarsi sotto l’ombra accogliente di un faggio.

Non riesco proprio ad immaginare il momento in cui, a festa finita, nessuno raccoglie ciò che ha prodotto e lo lascia in terra, in quel verde che poche ore prima aveva tanto ricercato scappando dalla calura e dal caos della città.
Potrei stare qui ore a spiegare come sostituire quei rifiuti e quella plastica monouso con stoviglie e buste che resistano nel tempo. Potrei dire che fa bene all’ambiente e al portafogli cercare alternative.

Mi basta però ora concludere dicendo che non serve avere superpoteri per riportare a casa il proprio sacchetto di rifiuti monouso

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