Prima edizione dei mondiali di plogging

Gli italiani si aggiudicano un’altra vittoria, forse la più importante: il primo mondiale di plogging. Prima edizione dei mondiali di plogging

Mondiali di Plogging

Sulla scia degli Eurovision, degli europei di calcio, dell’atletica leggera, della pallavolo e di praticamente qualsiasi competizione sportiva e non, europea e non, gli italiani si aggiudicano un’altra vittoria, forse la più importante: il primo mondiale di plogging.


Gli scorsi 1,2 e 3 ottobre si è tenuta in Piemonte, nella Val Pellice, la prima edizione dei mondiali di plogging, uno sport che nasce in Svezia ed è frutto dell’unione del termine svedesi “plocka upp” (raccogliere) e “jogging‘. Come risposta alle crescenti preoccupazioni globali sull’inquinamento, il plogging ha cominciato a diffondersi al di fuori della penisola scandinava, coinvolgendo prima solo gli ambientalisti più convinti e man mano anche le grandi masse.

Questo evento, che ha visto la partecipazione di 100 atleti, è stato fortemente voluto dall’ecorunner e saggista Roberto Cavallo in collaborazione con A.I.C.A (associazione internazionale per la comunicazione ambientale), e si è svolto alla presenza delle autorità locali e dello stesso inventore del plogging, Erik Ahlstrom giunto appositamente dalla Svezia.

I parametri di valutazione ai fini del punteggio consistevano nel dover raggiungere alcuni punti di controllo posti a quote importanti, i km percorsi e naturalmente la quantità di rifiuti raccolti. Dopo otto ore, tempo massimo stabilito, il piazzale dell’arrivo si presentava con una distesa di sacchi ed ogni sorta di oggetti che l’attenta valutazione da parte della giuria traduceva in termini numerici in 795 kg totali e 1786 km totali percorsi.

La premiazione ufficiale ha dato la vittoria del primo storico mondiale di plogging ai giovanissimi Pietro Olocco ed Elena Canuto, un altro successo tutto italiano. Se da un lato questo tipo di manifestazione risveglia nelle coscienze dei più un sentimento ambientalista è anche vero che mette in luce l’inquinamento presente intorno a noi.

Guardando i numeri è come se gli atleti avessero raccolto 450 grammi di spazzatura ogni km, volendo fare un esempio pratico vuol dire un mozzicone di sigaretta ogni singolo metro.

Fin quando non cambieranno i nostri comportamenti, sia come singoli che come società, eventi come questo potranno solo mettere in luce il problema, ma non potranno risolverlo.

Fonte: SportAsti 

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