Rispetta l’ambiente, rispetta l’Italia

Rispetta l’ambiente, rispetta l’Italia. Una riflessione di un nostro attivista.

Biagio De Simone

Rispetta l’ambiente, rispetta l’Italia

SINTESI OBIETTIVI E CONCLUSIONI

La mattina di Ferragosto 2020 io e Ciccio abbiamo deciso di dedicare qualche ora alla raccolta rifiuti prima di immergerci nel colorato panorama dei drink e dei sorrisi degli amici alle feste.

Durante la breve raccolta rifiuti presso Via degli Uffici Finanziari (Salerno) mi sono imbattuto in un oggetto davvero singolare. Sono sincero, non mi era mai capitato di affezionarmi a qualcosa trovato durante i cleanup ma stavolta è stato diverso.

Mentre tiravo via dei pezzi di stoffa dal terreno (eh si, ormai si erano stratificati) mi sono ritrovato in mano un nastro annodato ad un tappo di spumante, uno di quei nastrini celebrativi con una data particolare scritta a penna.

Ebbene, sul nastrino c’è scritto “1982-11-7 l’Italia ha vinto i mondiali”.

Ovviamente, il nastrino presenta il Tricolore per tutta la sua lunghezza, potete vederlo dalle foto.

Come rifiuto è sicuramente un oggetto notevole: sapendo che sono nato nel 1994 quando questo spumante è stato stappato io non ero neanche lontanamente concepito come idea dai miei genitori.

Molti di voi, soprattutto quelli che hanno la fortuna di aver vissuto quell’anno magico, staranno sorridendo al ricordo di quel mondiale vinto.

Io che ho potuto vedere il 2006 so cosa si prova nel festeggiare un momento del genere. Qui però voglio soffermarmi su un aspetto diverso dal solito, al di là del giusto conferimento dei rifiuti e dell’inquinamento, poiché questi aspetti li abbiamo già affrontati altre volte.

Voglio porvi una domanda: il Tricolore è il simbolo della Nazionale Italiana di Calcio oppure è il simbolo dell’Italia in sé? La risposta giusta è ovviamente la seconda.

Aggiungo quindi un’altra domanda: la nostra Bandiera merita di essere trattata in quel modo? Gettata e dimenticata nel terreno, proprio quel Simbolo che non deve mai toccare terra. Molti diranno “è solo un vecchio pezzo di stoffa, a casa abbiamo bandiere nuove…” eppure, per darci la possibilità di esporre con orgoglio quei tre colori incantevoli, tante persone hanno dato la vita.

Questo è un discorso che va al di là degli schieramenti politici: non serve dichiararsi di sinistra, destra, centro, sopra o sotto per dare il giusto valore al Tricolore. Chiunque cammini sul nostro suolo, a prescindere dall’estrazione sociale e dal colore della pelle, deve rispettare la Bandiera. E così come deve rispettare la Bandiera deve allo stesso modo rispettare la nostra Patria e, nel farlo, deve preservarne l’ambiente. Secondo la più comune delle interpretazioni, la banda verde nella nostra Bandiera rappresenta proprio il verde delle nostre colline. Sporcare a terra è un po’ come sporcare il nostro Tricolore.

 

Ho deciso di tenere questo piccolo drappo con me, lo uso come spallina per la pinza con cui raccolgo i rifiuti. Mi piace pensare che, quasi come fosse la mia arma, quella pinza mi aiuta a migliorare il valore dell’Italia, anche se di poco e di certo non nella misura di tante persone che hanno dedicato la vita ad una divisa. A questo punto molti diranno che non è proprio così edulcorata la storia del nostro Paese. Ed hanno ragione.

L’Italia è, come tante altre nazioni del mondo, costellata di momenti storici bui ma ad oggi, oltre a preservare la memoria di quelli che riteniamo essere i momenti più importanti dei secoli precedenti, dobbiamo andare avanti e guardare al presente preservando il futuro. Ripartiamo dalla terra della nostra Patria e quindi dalla Patria della nostra Terra.

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