Come comportarsi in montagna e con gli animali selvatici

Quali sono le norme e i comportamenti giusti in montagna e con gli animali selvatici? Facciamo un ripasso!

Benedetta De Francesco

Manca poco al periodo più bello dell’anno: l’autunno. Quale momento migliore per meravigliose escursioni e passeggiate tra i boschi?

Purtroppo, però, non tutti sono a conoscenza delle norme comportamentali da rispettare quando si è in mezzo alla natura. Impreparazione e/o inciviltà molto spesso causano danni alla flora e alla fauna locale con gravi ripercussioni che, a volte, si manifestano dopo molto tempo. Proprio per questo gli errori più comuni sembrano “innocui” quando vengono compiuti.

Per una corretta gestione del patrimonio naturalistico è necessario, dunque, informare ed educare i cittadini, fare manutenzione, controlli e… sanzioni!

Ma quali sono le norme e i comportamenti giusti?

Facciamo un ripasso!

In Montagna
Foto: Campo maggiore, Montevergine (Parco regionale del Partenio)
Fonte: https://www.facebook.com/MVOBSV/

Rispetto per l’ambiente

Quando esploriamo la natura, dobbiamo tener presente che ci troviamo in casa di qualcun altro. Animali e piante vivono in quel luogo e altre persone dopo di noi lo visiteranno. È nostro DOVERE non corrompere in alcun modo l’ambiente in cui ci troviamo.

  • Non lasciare rifiuti.

Tutti organizziamo pic-nic in mezzo al verde. Pochi raccolgono e portano a casa i propri rifiuti.

Foto: località Campo Spina, Parco Regionale del Partenio (Comune di Mugnano)
Fonte: https://www.facebook.com/745375724/posts/10167009181815725/?sfnsn=scwspwa

Partendo dal presupposto che NON va MAI gettato NULLA a terra, anche e soprattutto, se la zona non è attrezzata con cestini NON siamo giustificati ad abbandonare i nostri rifiuti! Se abbiamo deciso di sostare è perché lo riteniamo un bel posto, perché inquinarlo allora?

  • Non danneggiare la vegetazione.

In primavera la natura esplode, è il suo momento. Sbocciano i fiori per permettere la riproduzione. Ebbene sì… per quanto siamo tentati di strapparli e regalarli al nostro amore o a nostra madre, servono alla pianta per riprodursi! Fotografiamoli e basta, evitiamo di raccoglierli.

Stesso discorso vale per le incisioni sui tronchi degli alberi. L’amore durerà anche senza ferire una povera pianta che, a causa di questo taglio, sarà più esposta ad agenti patogeni ed infezioni fungine.

 

Foto: Orchidea sambucina (Dactylorhiza sambucina). Parco regionale del Partenio.

Rispetto per gli animali Selvatici

È una vera fortuna incontrare un animale selvatico, ma è necessario mantenere alcuni comportamenti, per il bene vostro e dell’animale.

  • Non dare da mangiare agli animali selvatici

Le motivazioni sono varie.

Oltre al REATO di foraggiamento per alcuni animali (come i cinghiali), dare “CIBO FACILE” abitua la fauna selvatica ad avvicinarsi all’uomo, ma si tratta sempre di animali selvatici. Potrebbero avere reazioni aggressive o, al contrario, avvicinarsi a persone che sono aggressive e pericolose. Tenderebbero ad avvicinarsi anche alle strade e alle città, rischiando di essere investiti o uccisi.

Inoltre, il nostro cibo NON È APPROPRIATO, è la causa di problemi intestinali e/o patologie che, oltre a far morire gli animali stessi (a lungo termine anche intere popolazioni), potrebbero, in caso di avvicinamento forzato da parte nostra, essere trasmesse all’uomo.

Nel caso opposto, cioè di animali a cui il nostro cibo non fa nulla, si rischia di accrescere le loro popolazioni, in modo non naturale, a discapito di altri animali. Andando, così, ad intaccare la BIODIVERSITÀ.

Vedete come un gesto apparentemente innocuo sia, invece, gravissimo?

Foto: volpe rossa (Vulpes vulpes) che accetta “cibo facile
  • Non toccare gli animali selvatici.

La tentazione è alta, lo so. Ma se amiamo davvero la natura (e anche se non la amiamo dato che parliamo di REGOLE da rispettare), dobbiamo capire che TOCCANDO e/o SPOSTANDO gli animali, li mettiamo in pericolo.

Innanzitutto, sottolineiamo che gli animali selvatici sono selvatici appunto e non hanno bisogno delle nostre carezze né del nostro cibo. Noi umani abbiamo la presunzione di ritenerci indispensabili a prescindere per loro, ma non è così. Anzi, nella maggior parte dei casi interveniamo credendo che un animale abbia bisogno d’aiuto e in realtà facciamo solo danni.

Foto: cucciolo di capriolo (Capreolus capreolus)
  • Ad esempio, un cucciolo di capriolo tra l’erba ci sembra indifeso e bisognoso di aiuto. In realtà è stato messo lì dalla madre. Un posto sicuro nascosto ai predatori, mentre lei è più esposta essendo alla ricerca di cibo. Toccando e spostando il cucciolo, la madre non lo troverà oppure non lo riconoscerà avvertendo il nostro odore e lo abbandonerà. Torneremo a casa sentendoci degli eroi quando invece… lo abbiamo semplicemente condannato a morte certa.

    Stesso discorso vale per nidi, pulcini, pulli e cuccioli in generale. Non toccate né spostate un nido o un piccolo che sta imparando a volare, i genitori saranno nei paraggi.

    Avvicinarsi ai piccoli è sempre rischioso perché non sappiamo se la madre è nei paraggi e come potrebbe reagire. Anche per la nostra sicurezza, restiamo lontani e in disparte. I selvatici non sono abituati alla presenza dell’uomo, già solo quella è fonte di stress.

    Nel caso in cui, invece, un animale è in evidente pericolo (intrappolato in reti e recinzioni, investito, ferito, ecc) è OBBLIGATORIO chiamare chi di competenza: polizia locale, CRAS, vigili del fuoco, corpo forestale, associazioni locali che si occupano di recupero animali.

    (Per info: https://www.sicurauto.it/news/codice-della-strada/obbligo-soccorso-animali-guida-cosa-fare-e-chi-chiamare/

    Elenco CRAS: http://www.recuperoselvatici.it/elenco.htm)

  • Per quanto riguarda gli anfibi, invece, è importante sapere che la loro pelle è estremamente delicata. È ricoperta da uno strato mucoso che funge da protezione per infezioni fungine e batteriche nonché dai predatori ed è importantissima per la loro respirazione. Quindi è fondamentale non toccarli per evitare di danneggiarla.

    Inoltre, se non si è zoologi esperti, toccare un anfibio di cui non si sa nulla ci mette in serio pericolo. Se stressati, alcuni esemplari secernono sostanze tossiche e/o urticanti. Meglio per tutti se stiamo al nostro posto.

Foto: Salamandra pezzata (Salamandra salamandra), Parco regionale del Partenio.
Foto: rospo smeraldino balearico (Bufotes balearicus). Parco regionale del Partenio.
  • Vai piano.

Per te e per tutti. Ma in questo caso, lungo le strade di montagna è facile che un animale attraversi la strada di corsa. Perciò è fondamentale andare piano.

Ricorda: “Non è il Cervo che attraversa la strada ma è la strada che attraversa il bosco”

  • Fai Silenzio.

Se vuoi vedere qualche animale, fare silenzio è un must. In questo modo non solo, con un po’ di fortuna, avrai l’occasione di uno scatto unico, ma eviterai di stressarli, spaventarli e farli scappare.

Foto: segnaletica presente nella riserva Tor Caldara (Nettuno).

Vivere realmente la natura

Tutte queste regole possono sembrare ridondanti e seccanti, ma ci permettono di viverla davvero e di trattarla come merita. Noi esseri umani non siamo scissi dalla natura, siamo parte di essa. Ne abbiamo bisogno per vivere e per questo dobbiamo rispettarla e proteggerla ad ogni costo, sempre. Per noi stessi, per gli altri e per le future generazioni.

“Heal the world, make it a better place, for you and for me and the entire human race” cantava Michael Jackson. Prendersi cura del mondo… si fa anche così.

Benedetta De Francesco

Instagram: @benny_nature

 

Bibliografia:

  • Dubois S, Fraser D. (2013). A Framework to Evaluate Wildlife Feeding in Research, Wildlife Management, Tourism and Recreation. Animals 3(4):978-94.
  • Imesch-Bebie ́ N et al. (2010). Ungulates and their management in Switzerland. Pages 357–391 in M., Apollonio, R., Andersen and R. J., Putman, editors. European ungulates and their management in the 21st century. Cambridge University Press, Cambridge United Kingdom.
  • Milner, JM et al. (2014). To feed or not to feed? Evidence of the intended and unintended effects of feeding wild ungulates. The Journal of Wildlife Management 78(8):1322– 1334.
  • Nick Baker. Tracce e segni degli animali.

Sitografia:

Unisciti a Noi

Diventa oggi anche tu un attivista di Voglio Un Mondo Pulito e unisciti alla nostra grande famiglia. Il rispetto e la tutela dell'ambiente è ciò che ci unisce

Come faccio a dare una mano?

“Ci sono tante piccole cose che si possono fare nel quotidiano e, al contrario di quanto si possa pensare risultano efficaci sul lungo periodo. Ad esempio, evitare di comprare imballaggi inutili, portare con sé una borraccia, chiedere bicchieri di vetro e senza cannuccia al bar, evitare posate monouso… insomma, evitare tutto ciò che non è indispensabile. Nonostante la delicata situazione causata dall’emergenza coronavirus dobbiamo comunque ragionare su ogni nostro gesto perché ci sono azioni di spreco che non trovano giustificazione neanche nelle norme igieniche.” Continuate a seguirci sui nostri social e sul sito per avere altri consigli green ed ecocompatibili, insieme daremo voce al grido di
Voglio Un Mondo Pulito

Sostienici

I fondi raccolti serviranno prevalentemente per acquistare guanti, buste e attrezzi da lavoro per i clean-up e per futuri progetti volti alla sensibilizzazione e alla tutela ambientale.

Articoli Recenti

Unisciti a Noi

Diventa oggi anche tu un attivista di Voglio Un Mondo Pulito e unisciti alla nostra grande famiglia. Il rispetto e la tutela dell'ambiente è ciò che ci unisce
Condividi