Efficienza Energetica

Efficienza Energetica. Analisi di tecniche e dati per la salvaguardia del territorio

Efficienza Energetica

SINTESI OBIETTIVI E CONCLUSIONI

La seguente Tesi propone un Analisi dei dati rivolti all’utilizzo energetico, in particolare del territorio italiano, evidenziando i progressi o i regressi della società odierna nell’utilizzo dell’energia.
Verranno descritte le conseguenze dovute ad un cattivo utilizzo energetico, oltre che ad uno smisurato utilizzo dello stesso e delle politiche industriali non adatte alla salvaguardia ambientale e ad accompagnare, grafici e considerazioni su come la popolazione italiana risponde al problema.
E’ illustrato inoltre tramite grafici e dati, la riduzione nel tempo dell’utilizzo con fine energetico, di fonti fossili e quindi non rinnovabili, specificando in particolare il processo della Decarbonizzazione.
Ci si impegna altresì a descrivere le politiche, italiane in particolare, intente a ridurre gli usi finali dell’energia al fine di migliorare il valore dell’efficienza energetica.
E’ quindi accompagnata a quest’ultima descrizione un’analisi delle differenze nel tempo causate dalle politiche volte alla salvaguardia del territorio e una descrizione dei benefici o dei danni apportati.
Come obiettivo primario questa tesi si impegna ad elaborare i dati ottenuti durante gli anni per poi analizzare l’andamento e proporre, approvare o bocciare comportamenti e/o politiche adottate nel periodo analizzato.
Per obiettivo secondario la tesi stessa vuole essere un mezzo di informazione e di “formazione”, come vedremo più avanti, rivolta al lettore. Infatti come è noto, la soluzione secondaria forse solo alla ricerca in abito tecnologico, è l’informazione e la formazione delle persone.
Quest’ultime sono a sostegno di programmi di informazione volti all’efficienza energetica e/o alle conseguenze che scaturiscono da cattivi comportamenti che ignorano la cultura dell’efficienza energetica.
 

INTRODUZIONE E DESCRIZIONE DEL METODO DI ANALISI E DEGLI STRUMENTI IMPIEGATI

La tesi si divide in 2 Macrosequenze. La prima è dedicata interamente alla discussione critica dei dati raccolti dalle tabelle. La seconda parte propone conclusioni e proposte sia soggettive che oggettive, volte al miglioramento dell’efficienza energetica. Proprio di quest’ultima si occupa l’ente Nazionale ENEA (Unità Tecnica Efficienza Energetica), che ogni anno pubblica un rapporto annuale sull’efficienza energetica focalizzato per lo più sulla situazione italiana.

L’ente ENEA è impegnato da oltre 30 anni sul fronte dell’efficienza energetica e, in particolare, nella ricerca e sviluppo di tecnologie che accrescano l’efficienza nella produzione dell’energia e nel suo utilizzo[1]. Per efficienza energetica si intende in ambito fisico, il rapporto fra i valori di energia in uscita in un sistema e quella in entrata. In ambito di consumi finali di energia, dei quali la tesi stessa si occuperà, la denominazione sta ad indicare l’efficienza del consumo energetico misurato con il rapporto tra il risultato ottenuto dall’utente finale (es. servizi, utilità, benefici) con la quantità di energia utilizzata.

L’efficienza energetica quindi viene misurata e confrontata periodicamente con dati e tabelle raccolte da enti specializzati. Nel caso italiano la riduzione del consumo di energia a parità di risultato finale (Efficienza energetica) è misurato dal Ministero Dello Sviluppo Economico. Nell’analisi dei dati volti alla costruzione di un quadro complessivo riguardante l’utilizzo, lo sviluppo e la diffusione delle fonti energetiche di tipo rinnovabile, si ha una minore disponibilità contabile rispetto alle fonti energetiche derivanti da fonti fossili. Tuttavia l’incremento negli ultimi anni del loro utilizzo ha fatto sì che saremmo in grado in questa tesi di descriverne l’impiego e il suo ontributo in ambito di efficienza energetica.

L’analisi dei dati fa riferimento principalmente all’anno 2014 rispetto  alla serie storica 1995-2013.

PRESENTAZIONE E DISCUSSIONE CRITICA DEI RISULTATI OTTENUTI

Che alcuni politici, elettori, industriali etc. non si rendano conto della gravità delle modifiche che stiamo apportando al nostro pianeta soprattutto sotto forma di inquinamento o di sopruso di materie prime, non deve essere un motivo per non fare nulla e non attivarsi in tal senso.
Una politica sregolata e forse anche
“ignorante” a partire dalle rivoluzioni industriali, ha fatto sì che sorgessero dei problemi ambientali. Oggigiorno però grazie ad una formazione e informatizzazione con film (es. Before The Flood [2]), corsi scolastici e politiche pro ambiente, si stanno avviando in maniera sempre più importante programmi e obiettivi nazionali volti alla salvaguardia dell’ambiente.
Davvero poco meno della metà dell’intera popolazione italiana, ovvero il 45% circa nel 2012, dichiarò di interessarsi alle tematiche legate all’ambiente.
Rispetto al 1998 vi è un aumento dell’8% circa. [3]
 

Da questi dati si può partire per affermare che il nostro paese mostra interesse e si muove in tal senso. Infatti vi è stata una transizione energetica sempre più efficiente. L’Italia sta andando verso un sistema meno dipendente da fonti estere e dipendente invece da fonti a basso contenuto di carbonio che favoriscono, tra le altre cose, il processo di Decarbonizzazione[4], le energie rinnovabili.
Di seguito un grafico sulla produzione energetica rinnovabile del nostro paese. [5]

efficienza energetica

Il fabbisogno energetico nazionale complessivo nel 2014 si è ulteriormente ridotto di anno in anno raggiungendo un livello di 120,804 Mtep. Questo livello è più il più basso degli scorsi 18 anni, infatti nel 1997 si registrano per gli impieghi finali: 127,663 Mtep. [6] Questa riduzione a vantaggio dell’efficienza energetica del nostro paese, ha riguardato tutti i settori tranne quello dei trasporti che nell’ultimo anno è stato l’unico ad avere un lieve incremento (+3,3%). L’indice ODEX (indice sintetico di misurazione dell’efficienza energetica) è migliorato nel 2013 del 13,4% rispetto al 1990. Nel 2014 inoltre, l’Italia ha supportato pienamente dei provvedimenti che miglioreranno l’efficienza energetica del paese. Le due strategie adottate sono la Definizione del Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica e il recepimento della Direttiva sull’Efficienza Energetica).

ITALIA PAESE LEADER NELL’EFFICIENZA ENERGETICA

La contrazione degli usi energetici e il concomitante sviluppo delle rinnovabili nei diversi comparti energetici (elettrico, termico e trasporti) ha contribuito a far raggiungere all’Italia già nel 2013 gli obiettivi europei previsti per il 2020 (con un’incidenza delle fonti rinnovabili sui consumi finali lordi pari al 16,7%, solo tre decimi di punto al di sotto del target europeo).

Nel confronto internazionale, i prezzi dei prodotti energetici rimangono più elevati in Italia, anche per il contributo della tassazione che, per unità di energia finale, è risultata tra le più alte dell’Unione europea (nel 2013 pari a 363 euro per tonnellata equivalente di petrolio, un valore superiore del 68 per cento alla media dell’UE e secondo solo a quello della Danimarca).
La Tabella che segue riporta le stime dei risparmi conseguiti nel 2014 attraverso le misure notificate a dicembre 2013 alla Commissione Europea, nell’ambito dell’articolo 7 della Direttiva sull’efficienza energetica. [7]

efficienza energetica

FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI IN ITALIA

Trainate da meccanismi di sostegno pubblico, le fonti rinnovabili (FER) hanno consolidato negli ultimi anni un ruolo di primo piano nell’ambito del sistema energetico italiano. Esse trovano ormai impiego diffuso sia per la produzione di calore (settore Termico, che concentra il 50% circa dei consumi complessivi di energia da FER) sia per la produzione di energia elettrica (settore Elettrico, 45%) sia infine come biocarburanti per l’autotrazione (settore Trasporti, 5%). [8] Per quanto riguarda in particolare il settore Elettrico, grazie agli oltre 600.000 impianti alimentati da fonti rinnovabili in esercizio sul territorio nazionale, per una potenza installata di circa 50.000 MW, nel 2013 sono stati prodotti 112 TWh di energia elettrica, mentre nel 2014 la stima preliminare si attesta sui 118 TWh. La fonte rinnovabile più utilizzata per la produzione di energia elettrica è quella idraulica (47-48% della generazione da FER), seguita da quella solare (19-20%), dalle bioenergie (biomasse solide, bioliquidi, biogas e frazione rinnovabile dei rifiuti: (14%), dalla fonte eolica (13%) e da quella geotermica (5%). [9]

CONCLUSIONI GENERALI E PROPOSTE

Da quando la consapevolezza sociale e la crisi ambientale hanno portato a sviluppare in modo coordinato fra popolo ed istituzioni, metodi e conseguenti sforzi per la difesa ambientale, queste ultime non sono state più semplici forme d’intervento parziali ed isolate. La politica ambientale finalizzata all’efficienza energetica soprattutto ha il dovere di imporre leggi ed investimenti a sostegno della ricerca scientifica e tecnologica e al miglioramento di tecnologie già esistenti per migliorare i rendimenti ed evitare le perdite.
Famiglie, servizi pubblici e privati rimangono comunque i maggiori consumatori di energia. In particolare le famiglie spendono in un anno oltre 42 miliardi di Euro per il consumo energetico, con una spesa media annuale a famiglia di 1.635 Euro [10]. Questo fa pensare a quanto sia importante anche attuare politiche in informazione per rendere partecipi e attivi tutti, difronte ad un problema e ad un ambiente da salvaguardare che appartiene appunto a tutti.
Propongo di far nascere un movimento politico climatico che possa dare una voce all’ambiente. Un piccolo esempio italiano può essere “Il primo movimento giovanile per il clima italiano” il quale propone molte attività di formazione soprattutto per scuola e giovani. [11]
L’efficienza energetica quindi deve essere al centro delle discussioni per ogni decisione si debba prendere. Nell’ultimo trentennio le emissioni in atmosfera di CO2 sono aumentate del 60% e la riduzione delle stesse deve rappresentare un obiettivo prioritario per tutti i paesi e non solo per i paesi avanzati; magari devono essere questi ultimi, essendo avanzati a vigilare sulle norme adottate dai paesi in via di sviluppo ed essere i primi a dare l’esempio investendo soprattutto nel rinnovabile. L’efficienza energetica, combinata a sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, consente di ottenere i migliori risultati in termini di riduzione dei consumi di energia prodotta da fonti fossili.

BIBLIOGRAFIA E TERMINOLOGIA

[1] ENEA, sito ufficiale, sezione dedicata alle attività
(http://www.enea.it/it/Ricerca_sviluppo/efficienza-energetica)

[2] Before The Flood. Diretto da Fisher Stevens, 2016, Stati Uniti, National Geographic.

[3] Istogramma interessamento alle tematiche ambientali, Report ISTAT 2012

[4] Decarbonizzazione. Per decarbonizzazione si intende il processo di cambiamento del rapporto carbonio-idrogeno nelle fonti di energia. Dal punto di vista storico l’osservazione dei fatti rileva una tendenza delle innovazioni tecnologiche a favorire gli atomi di idrogeno rispetto a quelli di carbonio. Un fenomeno conosciuto con il nome di decarbonizzazione. 

[5] Grafico Produzione lorda di energia elettrica da fonte energetica rinnovabile Anni 2010-2014, valori percentuali, ISTAT,
http://www.istat.it/it/files/2015/12/C02.pdf, Fonte: Fonte: Terna S.p.A. -Rete elettrica nazionale
[6] Fonte dati impieghi finali: Ministero dello Sviluppo Economico- Il Bilancio Energetico Nazionale-Impieghi finali dal 1998 al 2014-serie storica

[7] Risparmi energetici annuali conseguiti nel 2014 e attesi al 2020 per misura (ktep/anno)- Fonte : Elaborazione ENEA

[8] Fonte dati: Ministero dello Sviluppo Ecnomico- Fonte : GSE, Terna

[9] Bilancio di copertura dell’energia ( Miliardi di Kwh)- ( * Dati provvisori (a) Al netto degli apporti di pompaggio.) – Fonte: TERNA

[10] Dati- Fonte ISTAT, Ministero dello Sviluppo Economico
[11] Il primo Movimento giovanile per il clima Italiano- Fonte: Sito web : http://www.italiaclima.org/attivita/attivita-sezione-giovani/

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