Differenziare è importante, ma non è la soluzione

Differenziare si ma quante volte al giorno produciamo plastica monouso evitabile? 

Alfonso Bevilacqua

Differenziare è importante, ma non è la soluzione

Differenziare la plastica

Secondo i dati riportati dalle ricerche scientifiche(*) la produzione di plastica, complice l’aumento demografico, è aumentata esponenzialmente negli anni e tenderà ancora ad aumentare. Si è passato dai circa 2 milioni di tonnellate del 1950 ai circa 500 milioni del 2019. Ma quali sono i danni reali della plastica? Potrete leggerli in questo articolo.

“Come sappiamo la plastica è una delle minacce ambientali più grandi del pianeta in cui viviamo; è il  prodotto di un processo di combustione di risorse non rinnovabili (quali il petrolio), duraturo nel tempo, che non ne semplifica certamente la produzione e lo smaltimento. Potrebbero durare anni nell’ambiente senza degradarsi, anzi il problema principale è proprio che, grazie all’azione degli agenti atmosferici, le materie plastiche rilasciano migliaia di frammenti (le famose microplastiche) devastanti per la flora e per la fauna, sia marina che terrestre.“

È stimato che nei nostri oceani siano presenti circa 3 triliardi di pezzettini di plastica che ogni giorno – ogni ora – ogni minuto vengono ingurgitati da migliaia di specie viventi mettendo la loro sopravvivenza in reale pericolo.

 

i Paesi in via di sviluppo

“A risentire particolarmente di questo problema sono maggiormente i Paesi in via di sviluppo. Sicuramente su Facebook o altri social vi sarete imbattuti in foto di coste completamente sature di plastica. Le particelle che lasciano durante la loro esposizione al sole sono devastanti per salute umana quale la respirazione di sostanze tossiche, l’entrata delle stesse nel nostro ciclo alimentare, causa di perdite della biodiversità ecc.ecc.. Molte popolazioni che vivono in queste “discariche a cielo aperto” stanno morendo per malattie provocate dalla plastica, nel respirarla e nel mangiarla. Sicuramente vi starete chiedendo: ma la plastica rischia di essere assimilata anche da noi che siamo lontani dal mare e dai rifiuti? La risposta è si. Oramai la plastica fa praticamente parte della nostra catena alimentare, sia perché è mangiata da animali inconsciamente sia perché è entrata nel terreno e mette a dura prova le coltivazioni. Gli scienziati sostengono, addirittura, che con l’innalzamento dei mari e i cambiamenti climatici queste isole potrebbero non solo scomparire sotto le acque ma addirittura essere interamente sommerse dalla plastica.”

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Differenziare si! ma quante volte al giorno produciamo plastica monouso evitabile?

“Basta sedersi al bar con 4 amici per produrre 4 bicchieri e 8 cannucce, utensili questi ultimi dalla dubbia utilità. Ma la colpa è solo del consumatore? Assolutamente no. I produttori dovrebbero capire che il problema ambientale è serio e che l’interesse economico può essere parallelo alla sostenibilità ambientale. Anche se la riconversione delle industrie che producono la plastica necessita di tempo non possiamo aspettare oltre, la sabbia nella clessidra si sta esaurendo e dobbiamo correre ai ripari quanto prima.”

Quanto plastica finisce nei mari di quella che produciamo?

“Secondo alcuni dati nei nostri mari sono presenti circa 150 milioni di tonnellate e questo dato infausto tende ad aumentare nel tempo.“

Differenziata

Quindi fare la differenziata è inutile?

“Assolutamente no, in molti casi la plastica utilizzata può rappresentare una risorsa. Ma non è sempre così. La plastica monouso invade la nostra quotidianità, la consumiamo di continuo senza farci neanche caso. È mai possibile che un bicchiere in cui verso una bibita viene utilizzato in pochi minuti ma, esaurita la sua funzione, rimane nell’ambiente per secoli?”

 

 

Come faccio a dare una mano?

“Ci sono tante piccole cose che si possono fare nel quotidiano e, al contrario di quanto si possa pensare risultano efficaci sul lungo periodo. Ad esempio, evitare di comprare imballaggi inutili, portare con sé una borraccia, chiedere bicchieri di vetro e senza cannuccia al bar, evitare posate monouso… insomma, evitare tutto ciò che non è indispensabile. Nonostante la delicata situazione causata dall’emergenza coronavirus dobbiamo comunque ragionare su ogni nostro gesto perché ci sono azioni di spreco che non trovano giustificazione neanche nelle norme igieniche.”

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